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Allora sembrava che questo concerto degli U2 su YouTube fosse l'avvenimento musicale dell'anno,un pò come In Rainbows lo fu l'anno scorso.Nei fatti gli inglesi ti regalavano praticemente un disco,quei testoni degli irlandesi un concerto in diretta.Il fatto è che io sono un pò prevenuto perchè mio fratello maggiore ascoltava gli U2 quando io ero piccolo e sto gruppo di sfigati non mi è andato giù.Difatti passato il tempo in cui dovevo ascoltarli per forza,li ho lasciati nell'oblio del loro successo planetario,ma a dovuta distanza di sicurezza dalle mie orecchie.
Ora,siccome sono un uomo di mondo,e sopratutto stasera non avevo un cazzo da fare,mi sono visto questo concerto sul tubo,come dicono i giovani d'oggi.
E vabbè,megaproduzione che manco i Pink Floyd dei tempi d'oro,megapalco a trecentosessanta gradi perchè non ci facciamo mancare niente,e uno schermo circolare semovente che scende dall'alto-si smaglia-abbraccia il palco-e tra un pò fa pure la lavatrice.
Fin qui tutto bene,se non fosse per un acustica orrenda,con una ribattuta sul rullante da far impressionare una cattedrale,Bono che non ha la voce manco a pagarlo,ha delle orrende scarpe con delle vistose zeppe che manco Berlusconi in campagna elettorale,e fa finta palesemente di suonare delle bellissime semiacustiche Gretsch.
Il batterista porello non ha mai saputo tenere due bacchette in mano per tutta la vita,e vederlo scimmiottare goffamente su uno djembè è francamente imbarazzante.
Per fortuna loro ci sono quintali di tracce in playback che tengono su tutto il baraccone perchè altrimenti sarebbe un pianto.
Quello che rimane è il pensiero di tanta mediocrità che da trent'anni miete vittime in tutto il mondo,altrochè le fanfare veltroniane di bono,qui bisogna chiamare Amnesty International!
